Il Viaggio della Memoria 2026 di Istoreco invita a interrogarsi sull’attualità di fatti avvenuti oltre ottant’anni fa: l’operazione Anthropoid del 27 maggio 1942, che portò all’uccisione di Heydrich, uno dei più alti gerarchi nazisti; la distruzione del villaggio di Lidice, rasa al suolo in una rappresaglia che costò la vita a 173 uomini, alla deportazione di 203 donne, allo sterminio di 82 bambini e alla germanizzazione forzata di altri sei. E ancora: la Fortezza Piccola di Terezin, trasformata in carcere politico della Gestapo con 90.000 internati e 2.600 morti; e la Fortezza Maggiore, divenuta ghetto ebraico dal novembre 1941, dove furono ammassate fino a 58.491 persone in uno spazio progettato per appena 7.000.
Che attualità ha tutto questo? Che attualità hanno i 13.200 bambini che tra il 1941 e il 1945 transitarono e morirono in questi luoghi?
Dal viaggio a Praga e nei dintorni emerge chiaramente una forte connessione fra passato e presente. Le dinamiche che portarono alla tragedia — la volontà di supremazia di una parte politica, l’erosione progressiva delle libertà democratiche, la distorsione delle istituzioni, l’uso sistematico della propaganda per manipolare verità e percezioni — risuonano ancora oggi. La propaganda, soprattutto, appare come una macchina capace di disumanizzare, inaridire le coscienze, giustificare l’esclusione, la violenza, perfino lo sterminio.
Quando la propaganda diventa la voce dominante, la democrazia arretra. Le libertà individuali, sociali, economiche si assottigliano; la società scivola verso la concentrazione del potere, il partito unico, la riduzione dell’uomo a numero. La pace si trasforma in guerra.
Gli studenti coinvolti nel viaggio, guidati dagli storici, hanno potuto vedere ciò che un libro non può restituire: spazi, silenzi, assenze che parlano più di qualunque lezione. Hanno respirato la verità di quei luoghi, hanno elaborato emozioni e riflessioni, hanno condiviso in classe ciò che li ha toccati. Nell’assemblea finale, svoltasi nei prati oggi sereni di Lidice — luoghi un tempo segnati dalla brutalità nazista — hanno espresso liberamente pensieri e consapevolezze che li accompagneranno a lungo.
Da ventisette anni Legacoop Emilia Ovest e un gruppo di cooperative aderenti sostengono il Viaggio della Memoria. Per l’edizione 2026 il supporto è arrivato da Assicoop–Unipol, Fin4coop, Coopservice, Transcoop, Progeo, Il Ginepro, Coopselios, Accento, Archeosistemi, Boorea, Cairepro, Conad, Riunite&Civ, Ortorè coop Ortolani: una rete di mutualità intercooperativa che esprime, nei fatti, il valore dei principi cooperativi internazionali, in particolare quello dell’educazione e della formazione.
Questa esperienza amplia lo sguardo oltre la preparazione tecnica individuale: aiuta a sviluppare intelligenza critica, abilità personali, capacità di confronto, creatività e senso di comunità. Favorisce lo sviluppo di competenze civiche ed etiche, fondamentali per una società libera, responsabile e democratica.
Nel 2026 sono stati coinvolti circa 1.300 studenti e insegnanti: secondo le stime di Istoreco, dal primo anno a oggi 23.000 reggiani hanno partecipato ai Viaggi della Memoria. Considerando anche la trasmissione familiare dei racconti, si calcola che almeno 73.300 abitanti della provincia siano stati toccati indirettamente dall’esperienza. Con il passaparola, l’impatto culturale raggiunge potenzialmente oltre 100.000 persone: una significativa porzione della comunità provinciale.
L’idea cooperativa, insieme ai suoi valori e principi — gli stessi per cui molte cooperative furono perseguitate durante il Ventennio — risulta perfettamente coerente con il percorso educativo promosso da Istoreco. Il metodo cooperativo ha contribuito, allora come oggi, a superare distruzioni morali, sociali ed economiche, offrendosi come strumento per costruire comunità più giuste, solidali e consapevoli.
Per tutto questo, è doveroso ringraziare Istoreco, le scuole, gli insegnanti, i genitori, gli studenti, le istituzioni e le cooperative sostenitrici: una rete che, attraverso il metodo cooperativo, ha contribuito a raggiungere un grande obiettivo educativo e civile.
Roberto Meglioli, Legacop Emilia Ovest









