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Valle dei Cavalieri: 35 anni di comunità

Il 26 gennaio 1991 è iniziata una storia destinata a lasciare il segno nel cuore dell’Appennino reggiano. Quel giorno è nata ufficialmente la Cooperativa di Comunità Valle dei Cavalieri, frutto della volontà di una comunità che ha deciso di reagire allo spopolamento e alle difficoltà della montagna attraverso la cooperazione, la partecipazione e il lavoro condiviso.

A distanza di 35 anni, sabato 25 luglio, la cooperativa ha celebrato a Succiso questo importante anniversario insieme a soci, cittadini, istituzioni e amici che nel tempo hanno contribuito a costruire e sostenere una delle esperienze più significative di cooperazione di comunità in Italia.

La giornata si è aperta con i saluti del sindaco di Ventasso Enrico Ferretti e del presidente della Cooperativa Valle dei Cavalieri Dario Torri. A seguire sono intervenuti Paolo Scaramuccia per Legacoop Nazionale, Maurizio Davolio, presidente di AITR – Associazione Italiana Turismo Responsabile, Fabio Guglielmi, Confcooperative Terre d’Emilia e l’assessore regionale all’Agricoltura e Agroalimentare Alessio Mammi. Le conclusioni sono state affidate all’europarlamentare Stefano Bonaccini.

L’anniversario ha rappresentato non solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione di riflessione sul ruolo delle cooperative di comunità nello sviluppo delle aree interne. Nel corso degli interventi è emerso il valore di strumenti basati sulla collaborazione, sulla coesione sociale e sul partenariato pubblico-privato, capaci di creare opportunità economiche e sociali senza ricorrere a logiche competitive.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema del turismo responsabile e resiliente, uno degli ambiti nei quali Valle dei Cavalieri ha costruito negli anni esperienze innovative e riconosciute anche a livello internazionale. La cooperativa è diventata un modello studiato in Italia e all’estero e ha accolto numerose delegazioni provenienti da diversi Paesi, in particolare dal Giappone, interessato a comprendere come contrastare il fenomeno dell’abbandono delle aree interne attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità locali.

Nel corso della celebrazione sono stati ricordati anche i numerosi premi e riconoscimenti ottenuti in questi 35 anni, testimonianza della capacità del progetto di coniugare sviluppo economico, tutela del territorio e inclusione sociale.

Tra i temi affrontati vi è stata anche la necessità di dotare l’Italia di una legge nazionale sulle cooperative di comunità. Le associazioni ribadiscono l’importanza di un quadro normativo uniforme che riconosca e sostenga questo modello di economia sociale, valorizzando le esperienze presenti nei territori e garantendo strumenti adeguati per favorirne la diffusione e il consolidamento.